Non ho mai odiato così tanto un mese, e non é da me, ma questo ottobre mi stava davvero sui coglioni per durare ancora molto.
Manca poco più di un mese e mezzo a Natale e poco più di tre a carnevale, nel mezzo ci sono una serie interminabili di cose da finire, una fiera da preparare, mille cazzi da risolvere, dei compleanni da festeggiare, delle riunioni da fare e delle ricorrenze importanti da ricordare.
Ma più passa il tempo e più questi mesi vuoti si riempiono di cose inattese, positive o negative che siano. E allora é il giorno della canzone che non sentivo da anni e mi ricorda qualcosa o qualcuno, oppure di quella che non ho mai sentito. Oppure il giorno dei fiori o delle palme tropicali, é il giorno della corsa o del vento, il giorno della spesa o del vaso rotto, quello del rosso o dei fuochi d’artificio.
Sta diventando una serie di giorni di un qualcosa, ben preciso, che é ancora lontano dal poter essere chiamato in maniera onesta “vita”, ma almeno non é più solo un’accozzaglia di aneddoti da dimenticare in fretta.

Trouble, Ray La Montagne

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