Ho passato quasi tutta la mia adolescenza con il pensiero più o meno fisso di voler crescere, prima o poi, veloce o piano, ma crescere.
Risolvere i miei problemi ha sempre voluto dire quello: crescere. Le prime cazzate, i sabati litigati, le prime gelosie e le volte in cui avrei spaccato un muro per non dire quello che veramente pensavo.
Crescere crescere crescere. Ancora poco tempo fa sono stato messo davanti a un bivio: crescere è stata la scelta.

E poi una sera d’inverno ti mandano un messaggio e scatta qualcosa. Una malinconia già provata, un senso di impotenza di fronte al fatto compiuto, la voglia di poter vivere e spendere il mio tempo al di fuori dai pericoli e dalle complessità di tutto ciò che davvero mi circonda.
Me ne rendo conto due o tre volte all’anno, per fortuna, ed ogni volta è sempre più triste. La domanda che scatta automatica è la solita: stai facendo tutto, ma proprio tutto, per poter dire che stai vivendo?
Non lo so, crescere o no a volte avrei voglia di scappare ma non ho più tempo, badate bene, non è che non sono più in tempo (quello tra qualche anno), non ho proprio tempo di farlo, perchè tutto è più veloce al quadrato di com’era pochi anni fa. Tutto è fretta, velocità e assoluta razionalità.
E’ un puzzle che ogni giorno si autoscombina e per il quale passo il mio tempo libero a cercare di non scombinarlo ancora di più.

No, non voglio crescere. Voglio rimanere qui, anzi lì.

In quei momenti mi rendo conto che dovrei passare sopra a più cose, dovrei lasciar perdere, continuare a fare, spegnere la luce prima e tornare a casa.
Dovrei passare più tempo a pensare che a fare, a parlare che stampare, a sognare che scrivere e ordinare.

E’ tempo fertile, questo.
E’ tempo di rinascita, è tempo di leggere un libro, ascoltare un disco, uscire a bere qualcosa con qualche amico.
E’ tempo di fare tutto ciò che da tempo sto rimandando, con in testa me stesso che da un po’ è scivolato fuori dal podio delle cose importanti.
E’ tempo di riflettere e tornare indietro, a mente fredda.
E’ questo, sicuramente, il tempo.

Crocodile rock, Elton John

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