Tornato a casa, dopo aver scritto (poco), riso (molto), esser stato bene e aver fatto fare qualche giro del circuito di formula uno a Carlottina.
Doveva essere una trasferta per scrivere, ma alla fine non sono andato molto avanti. In compenso ho scoperto dei posti che (naturalmente) non conoscevo. Le mie vertigini ci hanno portati su un sentiero sconosciuto e abbiamo passeggiato per un paio di km disquisendo su improbabili scenari futuri e passati remoti che ogni volta riaffiorano.
Tra specchi, twitter e numerosei alla roulette non è rimasto molto tempo da dedicare al nuovo libro acquistato per l’occasione, ma Spritz chiuso anche domani mi porterà alla svolta tesistica che sto aspettando, cioè la fine della prima parte.
Spero.
Nel frattempo è iniziato dicembre, per fortuna direi, e ascoltando Norah e la sua voce vellutata vi avviso che le lucine di Natale accese, il buio presto, i negozi aperti di domenica e un po’ di ricordi mi portano ad essere molto malinconicante e i post ne risentiranno sicuramente.

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